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La favola narra di un sogno fantastico che per magia si
intreccia con la realtà.
La notte della vigilia di Natale un papà sogna di trovarsi nei pressi della
casa di Babbo Natale (Non so proprio come capitai in quel posto così
lontano).
Avvicinandosi ad una finestra scorge l’interno della casa dove tanti gnomi
indaffaratissimi stanno preparando i pacchi per i bambini di tutto il mondo
ma Babbo Natale ancora non si vede (Dove sei Babbo Natale?).
Dopo qualche istante iniziano ad arrivare da tutte le direzioni non uno ma
tanti babbi Natale (A un certo punto mi voltai di scatto)
che entrano nella casa annunciati dal capo gnomo (Ingresso dei Babbi
Natale).

Finito di caricare i pacchi, i babbi natale si salutano, si fanno gli auguri
e ripartono con le loro slitte cariche verso i loro paesi di provenienza
(Buon Natale).

Dentro la casa ora non c’è più nessuno, l’uomo allora decide di entrare ma
appena varca l’ingresso comincia a sentire un gran rumore (Mi feci
coraggio ed entrai).
È il rumore del russare degli gnomi che, stanchi per tutto il lavoro svolto,
si erano messi a dormire nelle loro piccole tane. L’uomo, attratto da quella
magica atmosfera, si mette a curiosare dentro la casa anche se, in realtà,
c’era rimasto ben poco: solo qualche giocatolo rotto e un computerino,
rimasto acceso, che sbagliava a fare le operazioni. L’uomo sta per andarsene
quando si accorge che in terra era rimasta una letterina che, probabilmente,
gli gnomi avevano dimenticato (La letterina dimenticata).
Preoccupato per quel bambino che sarebbe rimasto senza regalo di Natale,
iniziò a leggerla e rimase di stucco quando si accorse che la letterina era
di suo figlio.
Il sogno finisce quando la mattina di Natale, presto, il figlio entra in
camera del padre con i regali di Natale, tra cui il computerino che
sbagliava le operazioni.
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