Descrizione
Si può migliorare la creatività, le abilità improvvisative e compositive degli allievi partendo dall’analisi di alcune opere? Si può studiare storia e armonia attraverso esperienze di invenzione musicale?
3 grandi maestri, 9 opere, 70 idee di attività didattiche per cercare di realizzare questo intreccio.
Una breve e coerente ambientazione storica dei tre autori, una approfondita analisi delle nove opere per capirne i segreti costruttivi e stimolare un approccio creativo allo studio della musica attraverso l’invenzione, l’improvvisazione e la composizione. Il puntuale approccio storico-analitico delle opere facilita l’ascolto dei capolavori affrontati e permette di approfondire in maniera creativa la pratica esecutiva individuale e di gruppo.
Le proposte sono rivolte a musicisti, docenti e studenti di conservatori, scuole di musica, licei musicali e scuole secondarie di primo grado ad indirizzo musicale; le attività di improvvisazione e composizione sono diversificate e indirizzate sia ai corsi individuali (strumento principale e complementare) che ai laboratori collettivi (ensemble, band, coro, orchestra) e alle materie teoriche (armonia, storia della musica, informatica).
Il libro è corredato di risorse digitali fruibili attraverso l’App Progetti Sonori.
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Progetti Sonori Redazione –
Riportiamo di seguito la recensione di Edoardo Benucci pubblicata su MusicaDomani:
A CHI SI RIVOLGE
Il volume di Daniele Vineis e Gabriele Greggio si rivolge principalmente a docenti ed educatori musicali impegnati nei conservatori, nei licei musicali, nelle scuole a indirizzo musicale e in altri contesti di formazione specialistica. È pensato per chi già possiede una preparazione musicale e desidera arricchire la propria didattica con percorsi creativi e innovativi.
È altresì un testo prezioso per musicologi, musicisti e per tutti coloro che, appassionati di musica, desiderano comprendere le correnti che hanno plasmato il linguaggio musicale del XX secolo. L’approccio metodologico e il taglio didattico lo rendono uno strumento trasversale, capace di stimolare tanto la riflessione teorico-analitica quanto la pratica creativa.
MOTIVI DI INTERESSE
Il libro nasce da una domanda stimolante: “Si possono migliorare la creatività e le abilità improvvisative e compositive degli allievi partendo dall’analisi di alcune opere? Si può studiare storia e armonia attraverso esperienze di invenzione musicale?”
La risposta degli autori, che emerge chiara e appassionata lungo le pagine, è un sì convincente.
Punto di forza è la profonda conoscenza dei compositori scelti e dei brani selezionati, individuati con cura tra la vastissima produzione di Debussy, Stravinsky e Schoenberg. Ogni scelta risponde a un criterio preciso: proporre opere emblematiche che, rilette con lo sguardo dell’educatore, possano diventare terreno fertile per attività didattiche creative. Le introduzioni storiche, concise ma mai superficiali, accompagnano il lettore dentro le opere, conducendolo direttamente alle battute cruciali per lo sviluppo delle attività.
Vineis e Greggio basano questo loro lavoro su un principio chiaro: di fronte ai grandi capolavori della storia della musica, spesso ci si limita a contemplare dall’esterno, intimoriti dalla loro bellezza e perfezione. Ma per chi studia musica questo atteggiamento non basta: occorre avere il coraggio di entrare nella bottega del maestro, esplorare, copiare, apprendere. «Il passo successivo […] è il costruire insieme all’artigiano, prendere in mano la sua matita, la lavagna, lo strumento musicale, o il computer per inventare nuova musica, componendo o improvvisando, ricalcando i modelli presenti dentro alla bottega» (p. 9).
Il percorso risulta guidato con rigore e al tempo stesso con leggerezza: ci si muove in medias res senza smarrirsi, grazie a una narrazione che tiene per mano il lettore, indicandogli con chiarezza obiettivi e strategie didattiche.
Di grande efficacia si rivelano gli strumenti messi a disposizione: partiture grafiche, griglie impulsive, schede operative. A ciò si aggiunge un supporto digitale fondamentale, con esempi audio e PDF accessibili tramite l’App Progetti Sonori: materiali brevi, mirati ed estremamente funzionali, pensati per integrare il lavoro in classe senza appesantirlo.
Le attività didattiche si articolano in una varietà di proposte che rafforzano in modo equilibrato le diverse dimensioni della competenza musicale globale: percezione, comprensione, esecuzione, improvvisazione[1].
Particolarmente apprezzabili sono quelle basate sull’approccio «denominato suoniamoci su da Giovanni Piazza» che «permette anche ad allievi senza particolari competenze musicali di leggere a prima vista la partitura informale e seguire così la musica, ascoltando e suonando il brano insieme alla registrazione orchestrale» (p. 190) e che mettono in diretto dialogo l’allievo con il compositore, invitandolo a entrare in prima persona nel vivo dell’opera.
Il volume si sviluppa in due macro-sezioni:
un’introduzione di analisi e riflessioni sullo stato dell’arte della didattica musicale in occidente e sulla necessità di una Pedagogia dell’Invenzione Musicale, con l’obiettivo di contestualizzare «questo approccio nei contesti di formazione specialistica musicale, nelle scuole medie ad indirizzo musicale, nei licei musicali e nei conservatori» (p. 11), arricchita da un’efficace panoramica storico-culturale del primo novecento come «una fucina, dove molti elementi che avrebbero forgiato la musica contemporanea del XX secolo erano in uno stadio liquido» (p. 20);
il corpo centrale con attività a partire da una scelta di opere dei tre compositori presenti nel titolo. Qui la parte dedicata a Schoenberg si distingue per complessità: sia l’analisi dei brani che le attività proposte richiedono competenze avanzate da parte degli studenti e una solida preparazione musicale e pedagogica da parte del docente. È un segnale della coerenza dell’intero progetto, che non banalizza mai il repertorio ma propone al docente spunti adattabili secondo il livello e le capacità del gruppo di studenti.
Le ultime pagine, a cura di Maurizio Disoteo, ampliano la prospettiva del lettore con riflessioni metodologiche e didattiche sul legame tra improvvisazione, creatività e analisi, mettendo in luce l’ampio respiro interdisciplinare del progetto, dato dai molteplici riferimenti musicali ed extramusicali presenti: «il perimetro culturale da loro tracciato è ampio, e va oltre il campo musicale, guardando a personaggi della filosofia come John Dewey o Edgar Morin e in particolare alla filosofia della complessità di quest’ultimo» (p. 310).
Il volume, in definitiva, non offre un percorso rigido e prescrittivo, ma una mappa ricca di itinerari possibili: spetta all’insegnante scegliere, adattare, rielaborare, sempre tenendo conto del livello di partenza degli allievi. Ne emerge un testo per docenti ed educatori attenti e competenti, che vedranno in questo lavoro non solo un repertorio di attività, ma soprattutto un invito a reinventare il rapporto con la musica del Novecento attraverso l’esperienza viva dell’invenzione.
Edoardo Benucci
[1] ROSALBA DERIU, Intorno al concetto di competenza, “Musica Domani” n. 116, 2000.