Autore

Enrico Strobino e Maurizio Vitali

(4 recensioni dei clienti)

Il paesaggio sonoro come esperienza didattica ecologica, etica ed estetica: riflessioni teoriche e materiali operativi.

28,00

Descrizione

Il paesaggio sonoro come luogo di esperienza ci spinge ad entrare in dialogo con i modi in cui abitiamo il pianeta, prestandovi nuova attenzione. Anche l’educazione musicale, nel suo piccolo e appartato mondo, deve fare la propria parte, lasciandosi rinnovare da un pensiero che vuole dare il proprio contributo alla cura della casa comune, con un orientamento ecologico, etico ed estetico al tempo stesso.
Frutto di una ricerca orientata in senso multi e transdisciplinare, il libro offre un approfondito corpus teorico, corredato, tuttavia, da ottanta materiali audio e video originali, che documentano un ampio spettro di attività pratiche realizzate con bambini e bambine, ragazzi e ragazze.
Convinti che l’ascolto del mondo sia oggi un tema pedagogico fondamentale e non un obiettivo fra i tanti, i due Autori propongono il lavoro con i paesaggi sonori come una strada appassionante per approfondire e rendere più sensibile la nostra relazione con ciò che ci circonda.
Il libro è disponibile in due versioni: con DVD-DATI allegato e con risorse digitali (fruibili in streaming tramite App Progetti Sonori).

Di seguito si possono scaricare i 9 file di Audacity:

 

 

Informazioni aggiuntive

Peso 0,450 kg
Autore

Enrico Strobino e Maurizio Vitali

Codice ISBN

9791255550020

Codice ISBN Misto

9791255550037

Destinatario

Insegnante

Formato

165 x 225

N. pagine

304 B/N

Tipo di prodotto

Libro + CD/DVD, Libro + File Digitali

Tipo di Scuola

Primaria, Secondaria I grado, Conservatorio, Scienze della Formazione

4 recensioni per Il paesaggio sonoro come teatro educativo

  1. Progetti Sonori Redazione

    Riportiamo di seguito la recensione di Franco Fabbri andata in onda il 25 maggio 2023 sulla Radiotelevisione svizzera, ascoltabile anche qui:
    https://www.rsi.ch/g/16198303?f=podcast-shows

    «Ecco un libro rivolto agli insegnanti, non solo di musica, che può essere di lettura utile e affascinante anche per chi fa musica, per chi l’ascolta, per chi ne vuole sapere di più. Il concetto di “paesaggio sonoro” è stato pubblicizzato dal musicologo e compositore canadese Raymond Murray Schafer poco meno di cinquant’anni fa, con il suo libro “The Tuning of the World”, tradotto in italiano nel 1985 proprio col titolo “Il paesaggio sonoro”. Gli autori del libro che recensiamo, Enrico Strobino e Maurizio Vitali, sono stati i pionieri non solo in Italia dello sviluppo delle idee sul paesaggio sonoro in un contesto didattico, andando incontro all’entusiasmo dei docenti che hanno seguito i loro suggerimenti, ma anche alle resistenze di coloro che continuano a essere convinti che l’insegnamento della Musica (con la emme maiuscola) consista semplicemente nella trasmissione delle opere e dei valori del repertorio eurocolto. È evidente che la valorizzazione del paesaggio sonoro, di un approccio ecologico, etico, estetico al suono del mondo, implica una revisione e un ampliamento del concetto di musica, come quello che in tutto l’arco del Novecento è stato abbracciato da musicisti, filosofi, antropologi. Tra i padrini del lavoro di Strobino e Vitali, oltre a Schafer, oltre a oscuri ma eccellenti pionieri anche italiani della didattica del paesaggio sonoro, ci sono anche John Cage, Edgard Varèse, György Ligeti, i musicisti futuristi, e i protagonisti della musica concreta, elettronica, e del jazz, e del rock.
    Il libro, denso e pieno di stimoli in ogni pagina (e sono più di trecento), è corredato da un DVD-dati che raccoglie esempi audio e video delle attività commentate».

  2. Progetti Sonori Redazione

    Estratto della recensione di Alessandra Calanchi pubblicata su:
    https://www.girodivite.it/Risonanze-sonore.html

    «…scritto da due ricercatori e formatori nel campo della pedagogia e della didattica musicale, si pone come un manuale indirizzato propriamente all’ambito didattico. Per gli autori, intraprendere un percorso innovativo nel paesaggio sonoro è inscindibile dal discorso della formazione-educazione: un discorso che vede il pianeta come la nostra Casa, e la cui dimensione sonora (fonosfera) ci parla un linguaggio orientato alla comunicazione, all’avvicinarsi all’altro, al prendersi cura. Per questo il suono non è solo una componente estetica del nostro vivere, ma un aspetto fondamentale che è biologico, culturale, etico ed ecologico. Oltre che artistico. Il libro offre un approfondito corpus teorico, corredato da materiali audio e video e una ricca bibliografia».

  3. Progetti Sonori Redazione

    Riportiamo di seguito la recensione di Carmelo Farinella pubblicata su:
    https://musicedu.it/il-paesaggio-sonoro-come-teatro-educativo-ecologia-etica-estetica/

    «Il nuovo volume di Enrico Strobino e Maurizio Vitali, edito da Progetti Sonori in collaborazione con il Centro Studi Maurizio di Benedetto, propone un approccio interattivo e multidisciplinare con il paesaggio sonoro. Gli autori, accogliendo il contributo di altrettanti autorevoli studiosi, propongono percorsi innovativi e strutturati di scoperta di una relazione con l’ambiente fondata sul rispetto e sulla sensibilità al bello.
    All’interno di Musicbug abbiamo più volte richiamato la necessità di promuovere un curricolo musicale interattivo, che avvicini al suono e alla musica attraverso la multisensorialità.
    Quella che possiamo definire la soundscape education rappresenta per gli studenti un’esperienza attiva di esplorazione di luoghi, oggetti, fenomeni fisici, suoni prodotti dalla biodiversità compresa quella umana. La scoperta del paesaggio sonoro può sollecitare la percezione interiore di emozioni connesse all’ambiente e consentire di attribuire significatività a ogni esperienza acustica; inoltre, essa è abile nel facilitare la discriminazione di suoni vantaggiosi o nocivi e, per questo motivo, può divenire un percorso di educazione alla cittadinanza attiva.
    Il lavoro di Enrico Strobino e Maurizio Vitali si colloca in questa direzione. Accogliendo gli studi del musicista canadese Raymond Murray Schafer (R.M.Schafer, 1977, The tuning of the world, New York, Knopf), gli autori suggeriscono esperienze che conducono alla scoperta del paesaggio sonoro, attraverso attività di riconoscimento, descrizione e rielaborazione di stimoli visivi e uditivi differenti, anche con l’apporto delle nuove tecnologie. Gli autori predispongono un laboratorio del fare e del pensare che si avvale di sinergie e apporti appartenenti a campi differenti: alla musica avanguardista, come quella di John Cage e di György Ligeti, alla popular music, alla musica per il cinema, a contributi letterari e artistici appartenenti al Futurismo e alla Land Art.
    In una prospettiva didattica, il paesaggio sonoro apre la strada a una prima analisi di senso dell’armonia tradizionale, poiché favorisce la consapevolezza di rapporti gerarchici fra stimoli sonori, con l’esplorazione di suoni ambientali con funzione di tonica, ovvero dei suoni prevalenti di un paesaggio, i segnali, suoni che emergono in primo piano e forniscono informazioni precisee le impronte, suoni che caratterizzano un ambiente.
    In ottica orientativa, la soundscape education consente di aprire la mente degli studenti verso professioni ricercate, come quella di sound designer.
    I percorsi narrativi, inoltre, stimolano l’immaginazione e la predisposizione all’ascolto. Nell’esperienza di chi scrive, la lettura gratuita favorisce un clima emotivo di fiducia e disponibilità con alunni influenzati da disturbi del neurosviluppo. L’esperienza del racconto, infatti, insieme agli stimoli sonori ambientali rappresenta per i bambini e i ragazzi iporeattivi e iperreattivi alla musica colta o contemporanea, un canale di sollecitazione della risonanza psichica, intesa come logica affettiva dell’esperienza (Licia Sbattella, 2006, La mente orchestra, elaborazione della risonanza e autismo, Milano, Vita e pensiero).
    L’approccio con il paesaggio sonoro diventa quindi, se ben strutturato, un teatro educativo dell’esperienza sonora con valenza ecologica, etica ed estetica, atto a superare l’antropocentrismo».

  4. Progetti Sonori Redazione

    Riportiamo di seguito la recensione di Roberto Neulichedl pubblicata su:
    https://www.musicadomani.it/libri/il-paesaggio-sonoro-come-teatro-educativo/

    A CHI SI RIVOLGE
    Il testo si rivolge in primis a insegnanti e a coloro che si occupano in vario modo di educazione. Traccia inoltre un ponte tra mondo dell’associazionismo e dell’accademia, chiamati qui (in una prefazione e una postazione) a interloquire direttamente con il mondo della scuola, incorniciando fondate consapevolezze sul proprio agire didattico in prospettiva ecologia, etica ed estetica.

    MOTIVI D’INTERESSE
    Con forza evocativa presente già nel titolo, la recente opera editoriale scritta a quattro mani da Enrico Strobino e Maurizio Vitali offre l’invito a un nuovo viaggio a valenza educativa nei territori del musicale. Nel corso del tempo, gli autori (separatamente e altre volte in coppia) hanno rappresentato un faro per chi è alla ricerca di percorsi didattico-musicali carichi di densità e profondità di proposte, riflessioni e puntuali riferimenti. L’aggettivo didattico, seppur affiancato all’idea di percorso, tuttavia sembra non bastare a definire il portato educativo che il testo riconosce a quello spazio di rappresentazione (un “teatro” appunto) capace di raccogliere quanto di sonoro risulti concepibile: umanamente, e non solo.
    Impegnati da decenni in una sperimentazione e innovazione metodologico-didattica a tutto campo a favore dell’educazione con/al suono e con/alla musica, Strobino e Vitali aggiungono con questo volume un nuovo tassello al mosaico esperienziale educativo partendo dal concetto di Paesaggio Sonoro presente nel titolo (e argomentato nel primo capitolo). È in tal modo così anche palesato il debito di idee al lavoro di R. Murray Schafer nel campo dell’ecologia sonora. Polarizzazione che consente agli autori di progettare nuovi itinerari didattici e approfondimenti teorici, facendone occasione per rivisitare e rileggere avventure didattiche anche già collaudate e documentate in altri lavori.
    A partire da un indice attento a una sistematizzazione dei temi/materiali proposti – e che al contempo non rinuncia a una esposizione poeticamente libera e suggestiva alla quale gli autori ci hanno abituati – il volume catalizza una grande varietà di esperienze sonore attorno al tema del Paesaggio Sonoro proposto dagli autori quale «nostro abitare il pianeta come specie all’interno di questa Casa comune», considerando così «la Fonosfera, la dimensione sonora del pianeta che ci ospita […] parte integrante di quell’altrove che non siamo abituati ad ascoltare» (p. 25). A partire da questo concetto cardine, il testo si apre dunque a una molteplicità di aspetti direttamente ad esso connessi. A partire dal concetto appunto di “Casa comune” (citando la lettera enciclica di Papa Francesco Laudato sii), per poi dichiarare l’assunzione della definizione di Paesaggio Sonoro nei termini di «proprietà acustica di ogni paesaggio in relazione alla percezione specifica di ogni specie, risultato delle manifestazioni e delle dinamiche fisiche (geofonie), biologiche (biofonie) e umane (antropofonie)» (p. 29). Questo approccio, per gli autori, «porta necessariamente a mettere in discussione il nostro concetto di musica» (p. 32) e, dunque a risignificare, in ultima analisi, la stessa idea di educazione musicale nei termini di una «educazione ecologica, etica ed estetica» (p. 35). Un’educazione insomma delle tre e che pare porsi agli antipodi della visione aziendalistica che avrebbe voluto chi propugnava la “scuola delle tre i”: Inglese, Impresa e Informatica…
    Il cambio di paradigma proposto dagli autori è peraltro estremamente ben inquadrato e sostanziato grazie ai due preziosi contributi che fanno da cornice al testo. Con la prefazione di Stefano Zorzanello è infatti ben individuato uno dei nuclei cruciali che, storicamente (anche grazie all’innovazione linguistica e tecnologica della musica nel Novecento), ha visto favorire «L’azione demistificatoria delle pratiche artigianali dell’agire musicale e artistico» democratizzando in un certo senso l’accesso all’esperienza musicale, resa così meno elitaria e sempre più alla portata di tutti. E, giustamente, Zorzanello lamenta il fatto che l’innovazione culminata negli anni ‘70 sia stata soggetta a una sorta di “oblio” da parte di settori non residuali della musicologia e della programmazione dell’offerta culturale ad opera di teatri e festival.
    La postfazione di Roberto Barbanti focalizza e approfondisce alcuni ulteriori aspetti che interessano quella che è definita «la questione dell’ascolto» (p. 284). Questione che, vista con taglio socio-filosofico, evidenzia almeno tre aspetti strettamente interconnessi che sostanziano l’intero volume. Il primo fa capo al concetto di idea e al suo portato immaginifico, spesso associato al solo mondo sensibile del visibile, dunque strettamente connesso a ciò che Barbanti (rinviando a propri contributi) definisce paradigma retinico, contrapposto all’auspicabile paradigma basato invece sull’ascolto del mondo (una Weltanhorchung), cui affidare il compito di osservare e interpretare il mondo anzitutto attraverso i suoi segni sonori. Il secondo aspetto (strettamente correlato) concerne il portato delle mnemo-tele-tecnologie acustiche nella costruzione dell’idea di mondo che hanno tecnicizzato «le forme e le modalità vissute di rappresentazione sensoriale» ridisegnando in particolare «il dentro di sé» (p. 277). Il che si collega al terzo aspetto, che interessa il concetto di estetica¸ che (in una logica mercantilistica) capitalismo e neoliberismo avrebbero ridotto a un “appagamento” del gusto sempre più amplificato e assecondato dai nuovi sistemi informatici che consentono il controllo sociale.
    È dunque in questa macro cornice di senso che il lavoro di Strobino e Vitali trova la sua forza educativa (per alcuni versi rivoluzionaria), dipanandosi in un ricco e articolato percorso esperienziale in una sonosfera che si fa davvero esperienza viva anche grazie ai preziosi materiali di documentazione in formato audio e video fruibili tramite appositi QR code e, volendo, in DVD.
    Si passa in tal modo (capitolo dopo capitolo, paesaggio dopo paesaggio) dalle Prese di suono (il cui titolo rinvia a un testo di Gino Stefani del 1989, con una rassegna dei fondamentali modi di “fissare il suono”, per documentarlo e quindi rielaborarlo), al paesaggio sonoro straordinario vissuto durante il lockdown, qui riproposto in veste di Suoni e storie di pandemia. Le molteplici tappe rappresentano, volendo, altrettanti nuclei tematico-concettuali (Biografie sonore, Suoni e musiche “per” ascoltare, Narrazioni, Musiche come paesaggi, Animali e paesaggi immaginari), ciascuno dei quali costituisce occasione di approfondimento e di stimolanti progettazioni didattiche, a valere da “bussola” che consente di esplorare con sapiente consapevolezza le geografie musicali proposte in questo macro teatro d’ascolto.

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