E così anche quest’anno scolastico volge al termine.

Un anno iniziato tra polemiche e punti interrogativi, proseguito tra divieti, quarantene e DPCM.

Un anno – un altro! – in cui la didattica ha dovuto fare i conti con la distanza, l’assenza, la frustrazione, l’inadeguatezza, la privazione.

Un anno in cui qualcuno ha pensato che si potesse (o dovesse) sacrificare la musica, l’arte che più di tutte è in grado di avvicinare le persone, in un momento di distanziamento fisico forzato.

Fortunatamente, grazie alla passione di molti insegnanti e dirigenti, alla loro intraprendenza, alla creatività, alla voglia di adattarsi e mettersi alla prova, tante alunne e tanti alunni non hanno dovuto rinunciare al canto e alla musica, potendo vivere esperienze formative in serenità e con entusiasmo.

Oggi vogliamo condividere con voi un bellissimo esempio di didattica musicale inclusiva e di qualità: una didattica che, pur nel pieno rispetto delle limitazioni vigenti, riesce a promuovere incontro, vitalità, cooperazione, interazione, apprendimento attivo, curiosità, empatia, coinvolgimento. Il tutto grazie alla tecnologia, che non sostituisce ma supporta, compensa, facilita.

La scuola dovrebbe promuovere apertura, crescita, non in senso di rottura ma di rinnovamento. Cambiando prospettive e mentalità si può comunque puntare in alto… ed è questo che si meritano i nostri ragazzi!

Ringraziamo l’Associazione musicale “Cesare Roveroni di Galeata e Santa Sofia (FC) per averci concesso l’utilizzo di questo video… e vi lasciamo in compagnia di Paolo Fresu e il Progetto “Banda Larga”.

Buona visione!