Autore

Oliviero Biella

Giocando a fare musica tra Infanzia e Primaria

(1 recensione del cliente)

Tante attività divertenti per cantare, suonare, recitare, ritmare, muoversi, improvvisare, creare con bambini della Scuola d’Infanzia e Primaria.

23,00

Descrizione

Fare musica con i bambini della Scuola d’Infanzia e i primi anni della Primaria è un’avventura che riserva continue sorprese e momenti di gioia. Talvolta, tuttavia, può capitare che gli occhi di chi si ha di fronte non brillino come si vorrebbe; e allora serve una soluzione, una tattica, un’idea che possa smuovere e coinvolgere anche il bambino o la bambina più reticente.

Giocando a fare musica tra Infanzia e Primaria mira proprio a questo: fornire materiale che si presti a svariati tipi di attività, permettendo al docente di personalizzare le proposte in funzione del gruppo in cui opera e far sì che ogni alunno possa esprimere tutto il suo potenziale.

Molte attività sono impostate sulla voce, strumento principe per l’educazione musicale. Ma lungo il percorso vi sono anche attività operative per lo sviluppo del coordinamento motorio e dell’espressione corporea, fondamentali per l’acquisizione di quella consapevolezza che renderà il bambino più sicuro di sé, più armonico nel rapporto tra corpo e mente. Si affrontano poi temi relativi all’educazione alimentare, ambientale, al recupero delle tradizioni locali e, infine viene dato molto spazio all‘improvvisazione vocale, strumentale, corporea, così importanti nel linguaggio infantile. Il tutto sperimentato e collaudato dall’autore in diversi contesti educativi.

Il CD contiene i sedici brani utilizzati nel progetto, cantati dall’autore manifestando tutta la sua particolare vena interpretativa e il suo amore per l’educazione musicale, e le basi su cui cantare, suonare, recitare, ritmare, muoversi, improvvisare, creare… giocando a fare musica.

Un sussidio importante per chi opera nella Scuola d’Infanzia e Primaria, esposto con chiarezza e strutturato per essere perfettamente fruibile da chiunque, compresi coloro che sono privi di competenze musicali specifiche.

Informazioni aggiuntive

Peso0.350 kg
Autore

Oliviero Biella

Codice ISBN

9788888003993

Destinatario

Insegnante

Formato

195 x 265

N. pagine

72

Tipo di prodotto

Libro, CD

Tipo di Scuola

Infanzia, Primaria

1 recensione per Giocando a fare musica tra Infanzia e Primaria

  1. Vera

    Canzoni o troppo semplici, noiose e ripetitive o troppo complicate con salti melodici improbabili e passaggi cromatici di difficile intonazione. Anche l’estensione in generale è troppo grave per una vocalità infantile, sarebbe stata sufficiente la trasposizione 1 tono o 2 sopra. Peccato perché invece le attività di approfondimento sono carine.

    • Redazione Progetti Sonori

      Progetti Sonori Redazione

      Gent.ma Vera, qualsiasi feedback è per noi un momento di crescita e occasione di confronto. Proprio per questo cercheremo di risponderle punto per punto:
      Canzoni o troppo semplici, noiose e ripetitive…
      L’intenzione dell’autore è stata quella di riprendere un po’ lo stile delle filastrocche infantili tradizionali. La semplicità e la ripetitività sono caratteristiche che rendono un’attività vocale inclusiva, un modo per rendere partecipe la classe intera e non solo i bambini più dotati. Una volta lo si faceva con brani come “La bella lavanderina”, “O che bel castello”, “Stella stellina”, ecc. Certo, ci sono anche proposte con sonorità un po’ estreme e che potrebbero risultare ostiche ai cultori della musica tonale sette/ottocentesca, ma ai bambini piace, ad esempio, lo strombazzare del trombone nell’Elefante che si è perso.
      …o troppo complicate con salti melodici improbabili e passaggi cromatici di difficile intonazione.
      La pubblicazione di un libro, da parte nostra, è sempre preceduta da una fase di sperimentazione in cui nostri esperti provano in varie scuole l’efficacia di ciò che proponiamo. Effettivamente ci sono brani che hanno degli incisi un po’ più difficili da intonare che andrebbero affrontati con delle particolari strategie: ad es. all’inizio si potrebbero affidare queste parti a dei solisti un po’ più dotati (che ci sono sempre) e lasciare alla classe le parti più semplici; con il tempo, man mano che aumenta la sicurezza, l’abitudine al canto e le capacità comunicative dei singoli alunni (che oggi scarseggiano), si potrà riprendere il canto per eseguirlo all’unisono con tutta la classe. A questa età i bambini devono utilizzare il canto per disinibirsi, socializzare, migliorare le loro capacità espressive e non per diventare provetti cantanti.
      I brani un po’ più difficili sono:
      Bob lo spaventapasseri, che contiene la “blue note” proprio per sottolineare la tristezza, la solitudine del personaggio. Ecco, questa è una delle proposte che più piace ai bambini i quali riescono ad eseguirla senza problemi fin dalla scuola d’Infanzia. La blue note non è una nota perfettamente intonata e quindi si può accettare che i bambini la eseguano un po’ calante o crescente;
      Ci dibidibidi pitton, dove i salti non sono difficili ma lo diventano con un andamento veloce. In questo caso sarebbe indicato provare prima il brano lentamente per poi velocizzarlo man mano che si acquista sicurezza;
      I bambini sono belli, strofa facilissima, inciso difficile. In questo caso si potrebbe attuare la strategia su descritta, oppure utilizzare il canto per altre attività;
      Sudubudu uah: questo è il brano più difficile ma non è da cantare così com’è. Si tratta di un tentativo per attuare degli esperimenti di improvvisazione. Alcuni bambini stupiscono, fanno delle cose impensabili su questa base, sia con la voce che con gli strumentini;
      Anche l’estensione in generale è troppo grave per una vocalità infantile, sarebbe stata sufficiente la trasposizione 1 tono o 2 sopra.
      Non siamo d’accordo: in generale, l’ambito vocale dei bambini di 4 anni è la sesta Si/Sol, che a circa 6 anni si amplia all’ottava La/La. Naturalmente stiamo parlando di un’estensione che non tiene conto delle eccezioni e di quei bambini che, facendo parte di un coro, ricevono una preparazione che li porta facilmente a migliorare il timbro e ad ampliare l’estensione verso l’acuto.
      Questo libro non è rivolto ad insegnanti che preparano un coro a voce bianca ma a chi svolge l’attività musicale nella Scuola d’Infanzia e primo ciclo della Scuola Primaria. In questo contesto non essendoci l’opportunità e neanche l’esigenza di curare in modo particolare l’aspetto vocale, c’è bisogno di materiale che privilegi un’estensione che volge verso il grave e non verso l’acuto. Il motivo è semplice: i bambini, cantando piano raggiungono facilmente il La sotto il rigo senza compromettere l’apparato vocale. Al contrario, i bambini che non hanno una preparazione specifica, se forzati a cantare verso l’acuto possono incorrere in problemi alle corde vocali, oltre che emettere un timbro sguaiato.
      Laddove tuttavia l’insegnante si trovi di fronte ad una classe talmente talentuosa da richiedere una tonalità più acuta, potrebbe accompagnare il canto con il pianoforte, una tastiera o la chitarra. Gli accordi sono stati inseriti proprio per questo.
      La ringraziamo per averci dato l’opportunità di illustrare le ragioni che hanno determinato le scelte dell’Autore e di conseguenza la nostra di Editori.

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